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Carcano Jean-Claude 2015
Associazione
Amici del Riccio
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Perché pitturate i ricci?  Quelle tre macchie di colore, non tossico naturalmente, definiscono il codice-colore che insieme al codice-numero servono a compilare la scheda della permanenza presso di noi del riccio, scheda che giustifica, presso le autorità, l’arrivo e la partenza di ogni riccio. Il codice-colore però serve anche, al socio attivo, per riconoscere l’animale che sta pesando; a cui sta somministrando una cura; ecc. Perché se è vero che ogni riccio ha il suo carattere è anche vero che riconoscerli dall’aspetto quando nel proprio recinto ce n’è più d’uno senza il codice colore sarebbe alquanto arduo.
Perché dare dei nomi propri ai ricci? Chi dà i nomi ai ricci? Per l’essere umano dare un nome a qualcuno è simbolico: implica, implicitamente, che vogliamo prendercene cura (ecco perché sono i genitori a dare il nome ai propri figli!). Da noi sono quasi sempre le persone che ci segnalano il riccio bisognoso a dargli un nome e i bambini ancor più prontamente degli adulti. Questo è significati-vo: i soccorritori dei nostri amici hanno a cuore la loro sorte. Negli altri casi siamo noi stessi a dargli un nome e vi posso garantire che non c’è mai stato un riccio senza no-me perché è impensabile per noi anelare alla sua guarigione senza partecipazione emotiva e questo è più facile se gli si può sussurrare: “forza Beniamino, dai che ce la facciamo”!
E’ molto interessante prestare attenzione ai nomi che tutti noi diamo ai nostri amici ricci, a volte già il nome rievoca la sua storia: “Magliasino … e si intuisce che era piccolo e vispo e che sa bene da dove arriva e dove ritornerà”; “Alberto … come il mio migliore amico dice il bambino di sei anni che accompagna la mamma”; “Speranza … e si intuisce in che stato è arrivata al Centro di Cura”
E’ bene soccorrere il riccio? Non sarebbe meglio lasciarli liberi affinché l a natura faccia il suo corso?  Solo tenendoli isolati per il tempo necessario alla guarigione riusciamo a curarli adeguatamente. Lasciandoli a sé stessi malati o feriti, farebbero una brutta fine: mangiati vivi dalle larve delle mosche, ecc.  Lo scopo dell’AdR è comunque quello di curarli e rimetterli al più presto  in libertà nella nostra bella natura.  Noi Amici del Riccio vogliamo preservare la specie del nostro amico spinoso.
Perché offrire un bollettino informativo che comporta dei costi?  Per essere coerenti con gli scopi del nostro Statuto che prevede all’Art.4 Scopo: La protezione, la cura e la promozione del riccio indigeno e dei suoi spazi vitali in modo particolare in Ticino. Art.5 Come lo si vuole raggiungere … pto c) sensibilizzando il pubblico sui problemi del riccio e stimolando misure di protezione dello stesso. Tramite questo bollettino speriamo di far conoscere sempre di più le abitudini e i bisogni di questo piccolo e prezioso animaletto indigeno anche presso quelle persone che li amano e che vogliono fare la cosa giusta per i ricci che abitano il loro giardino. Sì, ma perché un bollettino cartaceo?  Perché pensiamo che il cartaceo, a differenza della forma elettronica (che è una via di comunicazione veloce e immediata, ideale per esempio per le informazioni che sì, forse potrebbero interessare), possa circolare meglio, una volta giunto nelle case, a disposizione, per essere guardato, letto e riguardato, anche e soprattutto dei piccoli soci il cui interesse ci sta molto a cuore poiché l’impegno che ci siamo presi verso gli animali, e la natura in generale, è per noi, soprattutto, un impegno morale verso le nostre generazioni future.  Fra noi soci attivi in seno alla struttura Ricci in Difficoltà vige un motto: Amici del Riccio … e non solo! Perché non mettere una polizza di versamento in ogni bollettino informativo per incrementare le entrate? Noi vorremmo offrire ai nostri soci e donatori, che generosamente ci sostengono durante l’anno, informazioni utili sul riccio, informazioni riguardanti le attività svolte dall’associazione, vorremmo poter porgere dei ringraziamenti quando è il caso e poter formulare degli appelli quando necessitano e dare una continuità al farvi sentire che ci siamo e che continuiamo, tutto l’anno, ad occuparci del nostro beniamino: i n breve vogliamo tenervi in-formati su cosa facciamo con le vostre  offerte! E non vogliamo assillarvi ogni volta con richieste di pagamento!
 Comunque ad ogni bollettino informativo trovate allegato l’ “inserto all’in Folio” che serve proprio allo scopo di poter,  in ogni momento, iscrivere un nuovo socio, effettuare una donazione (sempre molto gradita) o regalare un’iscrizione che sostenga la nostra associazione (il destinatario del vostro regalo riceve subito una copia dell’ultimo bollettino e una breve lettera con cui gli si fa presente da chi arriva il regalo).
Abbiamo trovato un riccio. Possiamo tenerlo noi?  L’Erinaceus europaeus (il nostro riccio indigeno) è un animale selvatico  e protetto e per questo non lo si può tenere in cattività. L’AdR, che prende in consegna questi animali per tempi brevi e solo animali in difficoltà, ha ricevuto dal Veterinario Cantonale una speciale autorizzazione che a sua volta può rilasciare ai propri soci attivi che hanno seguito il corso di formazione.  (art. 25 della Legge cantonale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici e art. 12 del Regolamento sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici)
 Domande frequenti